Il "caso" della sentenza TAR: la nomina del Commissario ad acta per i lavori di canalizzazione delle acque meteoriche in via Salinella

L'intervento chiarificatore dell'amministrazione comunale
22 Dic2016

L'amministrazione comunale di Condofuri interviene, senza giri di parole, nel dibattito relativo alle spese sostenute per la realizzazione di alcuni lavori per la raccolta e lo smaltimento di acque meteoriche presso un'abitazione privata che "sarebbero costati 60.000 euro ai cittadini".

Un intervento chiarificatore che l'amministrazione ha giudicato necessario per contrastare la costante diffusione di notizie non veritiere, strumentali e fuorvianti.

Nel ricostruire un quadro chiaro degli eventi - a sostanziale beneficio di tutti i cittadini di Condofuri - ripercorriamo i fatti.

La vicenda chiama in causa il Comune di Condofuri in qualità di responsabile degli eventi dannosi - causati dal deflusso di acque meteoriche - denunciati da un privato cittadino.

La sentenza del Tribunale di Reggio Calabria - sezione distaccata di Melito P.S., depositata in data 10 febbraio 2010 - è divenuta effettiva il 27 settembre dello stesso anno.

Alla luce di tale pronunciamento, il Comune di Condofuri è stato condannato al risarcimento dei danni e alla messa in opera di lavori di raccolta delle acque piovane in via Salinella. Operazioni che, tuttavia, hanno subito notevoli ritardi d'esecuzione a causa di ripetuti rinvii d'ufficio e della concreta contrarietà alla messa in opera espressa da alcuni abitanti della zona.

Il protrarsi di tale condizione di stallo ha indotto il privato cittadino promotore dell'azione legale a rivolgersi al Tar di Reggio Calabria al fine di procedere con l'esecuzione della sentenza emessa. Azione che ha portato alla nomina del Commissario ad acta che - secondo il codice del processo amministrativo - interviene nell'emanazione di un provvedimento a fronte di un'amministrazione inadempiente.

L'ultimo capitolo riguarda, infine, le voci in circolazione relative agli ingenti costi sostenuti.

La nota del Comune di Condofuri, diramata ad hoc, è piuttosto chiara e sferzante: "Passaggio fondamentale che ha colpito (giustamente) la cittadinanza ed anche noi amministratori - si legge - è il seguente: “L'inerzia dell'Ente è costata alla collettività oltre 60mila Euro”!!! A questo punto, ci domandiamo: da dove sbucano fuori questi “oltre 60mila Euro” imputati all'inerzia dell'Ente?!?"

E subito giunge la chiara, pacata, spiegazione.

"L'attuale amministrazione - spiega la nota del Comune - subentrava nei fatti di cui si discute a procedura esecutiva già conclusa. La procedura per l'esecuzione dei lavori, inoltre, ha attraversato una lunga e complessa fase di trattativa con i privati coinvolti e ha dovuto attendere la necessaria acquisizione dei pareri da parte degli organi competenti, come ad esempio quello dell'Anas. L'iter esecutivo, inoltre, ha richiesto la modifica del progetto iniziale in corso d'opera. Come se non bastasse, la ditta aggiudicataria dell'appalto ha rinunciato all'esecuzione dell'opera, il che ha reso necessario il subentro di una nuova azienda.L'esborso economico richiesto per portare a compimento i lavori è stato pari a 30.000 euro circa".

Le domande che tanto hanno interessato l'opinione pubblica, dunque, trovano una pronta risposta - surrogata da un corposa documentazione - che sarà diffusamente illustrata e discussa in occasione dell'interrogazione richiesta che il Consigliere di Minoranza Iaria.

"Le spese sostenute per la vicenda in oggetto - conclude la nota - non sono imputabili all'inerzia di questa amministrazione bensì a tre fattori: ai 30.000 euro di costi di esecuzione dei lavori previsti dalla sentenza emessa dal Tribunale di Reggio Calabria, al risarcimento del danno riconosciuto al ricorrente e alle spese relative alle procedure giudiziarie (in cui questa amministrazione è intervenuta a cose fatte)".

 

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